Lavorare insieme
Con il mio socio ogni priorità diventa una discussione.
Una riunione dopo l’altra, trovare un accordo diventa faticoso. E la tensione non resta in ufficio.
Leggi il caso d’uso
ELEVA · PERSONE, GRUPPI, ORGANIZZAZIONI
LA PRIMA DOMANDA CHE TI FAREMMO
Gli impegni li rispetti, ma arrivi a sera senza più spazio per te. Anche il riposo sembra un’altra cosa da riuscire a fare.
Partiamo da te e da come stai vivendo questa fatica. Il primo confronto non richiede di coinvolgere l’azienda.
DAL CONFRONTO AL LAVORO
Daremmo spazio a ciò che pesa su di te, prima di valutare insieme se serve un sostegno personale, un confronto sul lavoro o entrambi.
Un esempio di metodo, da adattare al contesto.
Preferisci partire dalla tua situazione?
Parliamone assiemeLe situazioni sono esempi compositi: rendono comprensibile il metodo e non descrivono clienti o risultati reali.
CONCILIAZIONE FAMIGLIA–LAVORO
Un rientro dopo la maternità. Un genitore da assistere. Nuove responsabilità da tenere insieme. Possiamo costruire misure che aiutino le persone ad attraversare questi passaggi e l’organizzazione ad accompagnarli.
La UNI/PdR 192:2026 offre un riferimento per progettare e documentare le misure di conciliazione. L’eventuale certificazione prevede una valutazione indipendente.
Dal bisogno alle misure concreteLE COMPETENZE HANNO UNA STORIA
Il primo confronto è con un Navigator esperto: uno psicologo che porta una solida esperienza clinica nell’ascolto delle richieste di aiuto e nell’accompagnamento di situazioni di crisi e complesse. Puoi partire da ciò che pesa su di te, anche se sei tu a guidare l’azienda.

DA UNA SITUAZIONE CONCRETA
Lavorare insieme
Una riunione dopo l’altra, trovare un accordo diventa faticoso. E la tensione non resta in ufficio.
Leggi il caso d’usoCambiamento e persone
Le richieste aumentano, le idee diminuiscono. Qualcuno è già andato via e temi che altri lo seguano.
Leggi il caso d’usoRuoli e decisioni
Le responsabilità si sovrappongono e ogni decisione fa un giro troppo lungo. La complessità finisce sulle tue spalle.
Leggi il caso d’usoSimulazioni composite: non descrivono aziende reali e non promettono risultati.
«Ha saputo comprendere rapidamente le dinamiche di un contesto aziendale complesso e offrire un supporto costante durante una fase di grande cambiamento.»
PSYCREDIT · DARE VALORE ALLA CURA
Con PsyCredit puoi sostenere tutto o parte del costo di un percorso psicologico per chi lavora con te. Concordi il valore da mettere a disposizione e quali incontri coprire: un aiuto concreto per iniziare o continuare, senza lasciare tutto il peso economico alla persona.
Chi riceve il sostegno sceglie se aderire e mantiene riservati i propri colloqui. Tu sai quanto investi e che cosa rendi possibile.
Scopri come funziona PsyCreditNel welfare aziendale, un servizio psicologico ammesso può arrivare al dipendente senza imposte e contributi sul suo valore. Il budget diventa così un servizio da utilizzare per intero. Questa possibilità riguarda servizi sanitari o sociali offerti alla generalità o a categorie di dipendenti, anche per i familiari previsti dalla norma, secondo l’art. 51, comma 2, lettera f), TUIR.
Puoi ridurre il reddito su cui l’impresa paga le imposte. La deduzione è integrale quando il welfare è previsto da un contratto, accordo o regolamento vincolante; per i servizi volontari dell’art. 100 TUIR il limite è il 5 per mille delle spese per lavoro dipendente.
I fringe benefit sono beni e servizi che l’azienda può offrire anche a singoli dipendenti. Nel 2026 puoi riconoscere fino a 1.000 euro a persona, oppure 2.000 euro con figli fiscalmente a carico, senza imposte e contributi. Per destinare questa possibilità a un percorso, concordiamo una forma di erogazione ammessa.
Le soglie valgono per il 2025–2027 e comprendono tutti i fringe benefit ricevuti nell’anno. Oltre il limite diventa imponibile l’intero valore; per i 2.000 euro serve la dichiarazione del dipendente sui figli a carico.
Partiamo dal beneficio che vuoi offrire. Con il tuo consulente definiamo la formula fiscale adatta al servizio e alle persone che vuoi sostenere, prima dell’attivazione.
Riferimenti: welfare e contributi · INPS · deducibilità · Agenzia delle Entrate · fringe benefit · INPS
PRIMA DI DECIDERE
Sì. Non devi aspettare di non farcela più. La fatica può farsi sentire nel sonno, nella disponibilità verso gli altri o nella sensazione di non avere mai tempo per te. Il primo confronto parte da come la stai vivendo e da ciò che continua a pesarti, senza chiederti di arrivare con una diagnosi.
Dalle situazioni concrete: che cosa è cambiato, quali segnali hai visto e che cosa raccontano le persone. Retribuzione, carichi, possibilità di crescita e relazioni possono avere pesi diversi. Il confronto aiuta a distinguere questi aspetti e capire dove intervenire, senza attribuire ogni uscita a una causa psicologica.
Sì. Puoi partire da ciò che pesa su di te: decisioni, relazioni, stanchezza o una difficoltà che si ripete. Non devi arrivare con un progetto per tutta l’azienda. Il primo lavoro è capire insieme la tua richiesta; poi si valuta se coinvolgere anche altre persone.
No. Il primo contatto serve a concordare un confronto; il primo incontro professionale aiuta a comprendere la richiesta. Una psicoterapia è un’eventuale scelta successiva, da valutare con il professionista. Anche un bisogno legato al lavoro può richiedere un affiancamento psicologico senza trasformarsi automaticamente in una terapia.
Prima di fissare il primo incontro ti comunichiamo durata, modalità, costo e ciò che comprende. Scriverci non ti impegna ad acquistare un percorso. Se emerge una proposta successiva, il preventivo distingue gli incontri, l’eventuale lavoro con il gruppo e le attività di coordinamento. Puoi decidere conoscendo l’impegno richiesto.
IL PROSSIMO PASSO